premessa
nei giorni scorsi sono stata isolata da internet a causa di un guasto telefonico; dato che oggi è Natale glisso su quello che ho pensato meritasse la compagnia telefonica per la leggerezza e l'ignoranza con cui hanno trattato la cosa, tanto più che quando il tecnico è venuto davvero, ci sono voluti circa trenta minuti tra casa e la centrale, per rimediare al danno.
quindi
La cosa che ho trovato interessante è stata la reazione, compatibilmente al lavoro, di isolamento dal mondo; ho la fobia da lunghe conversazioni con il cellulare perchè 'si spende troppo' (salvo poi pagare 40euro l'ennesimo maglione, 80euro A/R da Firenze per vedere la neve, X euro qualunque altra cosa purchè mi distragga da me stessa) quindi ho conversato poco con tutti, ma l'assenza di internet mi ha anche spinto a riprendere la lettura, e senza nesso alcuno visto che la sera non accendo quasi mai il PC, anche ad ignorare la televisione.
A dire il vero, o a leggere con più attenzione gli eventi e il cuore, mi rendo conto che vari fattori si sono sommati; il principale è senz'altro l'improvvisa necessità di energia, di trovare la vita che sembrava fuggirsene e che il vegetare dinanzi all tv mi spegne mentre mammaRai o chi per lei s'accende e mi chiacchera quelle parole che non dicono niente,.. Che riempiono una casa silenziosa di rumore che nasconde la solitudine, ma che non ascolto davvero. E che forse per questo a volte è preferibile al parlare alle persone che si amano, perchè in tal caso l'energia ce la devi mettere, se vuoi esserci davvero.
M'accorgo che non è il telefonino a costare tanto, ma la ripresa da certi piccoli eventi che la vita ci mette innanzi; tranquillo fino ad un momento prima, un giorno volti l'angolo... e ti si para davanti una parete scoscesa, mentre credevi d'esser occupato come sempre, ad affrontare la città e le regole di tutti i giorni, magari un po' più inabitabile, l'una, per il caos allegro di Natale, e le altre appena aumentate in difficoltà, perchè capita così quando si cresce.
Così. ora, eccomi qua. In questa battaglia non ancora conclusa ho scartato di lato, sono inciampata e caduta sotto la carica di un nemico apparentemente enorme; mentre ero a terra gli ho fatto lo sgambetto, ed ho scoperto che non era poi così grosso... e che se lo fosse stato (o se lo è) il rumore della caduta sarebbe più forte!
Mi sono accorta che, quando sei a terra, finchè hai forza per guardare il nemico che si avvicina a finirti, hai ancora qualcosa da fare...
quindi, dicevamo... gli auguri:
Eccomi qua a salutare e ringraziare tutti voi che siete passati in questi giorni (lettori di oggi e di ieri); e se di voi ho perso qualche parola, se ho letto di fretta e senza ascoltare tra ieri sera ed oggi, divorando quasi dieci giorni di distanza (pesante perchè forzata), sappiate che gli AUGURI che faccio oggi sono quanto di più sincero viene dal silenzio che le riflessioni dei giorni scorsi mi hanno postato nel cuore.
A tutti voi, quindi, i miei auguri più affettuosi ed energici di avere la terra su cui poggiare, che sia per rotolarcisi in preda alla passione o per sedersi e guardare in alto. CHe sia la spalla di un amico nel momento del bisogno, o il trmpolino per lanciarsi in una nuova impresa.
Vi auguro il cuore sempre pervaso dal vento che innalza oltre la polvere del quotidiano; di avere l'acqua per lavare il dolore e la gioia, perchè domani ci siano sempre nuove emozioni, e non quelle vecchie che s'incistano nei cassetti.
Ci auguro di avere sempre un camino acceso e di ricordare che il fuoco che scalda davvero è dentro, e la luce, che si rinnova in questi giorni e con più convinzione fuoriesce negli abbracci che ci scambiamo, è sempre qui e non necessita di confine alcuno tra me e te. Non necessita di nessun tempo per diffondersi.
tanti carissimi auguri







