venerdì, gennaio 15

il guerriero che vide una ragazza



Qualcosa cambierà. Si, perchè bene o male, anche se un intervento di chirurgia rimuove un problema, ma non cura necessariamente la causa per cui questo si presenta, se si mantiene la coscienza vigile qualcosa, di sicuro, cambia.
Oggi il mio animo s'è alzato guerriero; s'è alzato guerriero che ritorna a casa; e a casa è tornato ferito, ma in modo catartico.
Con davanti un infinito tempo per comprendere quello che è successo, per metabolizzare che, io cacciatore, angelo, soldato, con gli alleati che ho cercato una prima battaglia l'ho già vinta.
Il polipo aggrappato al mio utero se ne era andato, lasciando alla mano sorpresa del chirurgo di guerra incaricato di strappare, solo uno spazio da pulire; qualcos'altro da fare, in più.  Una aderenza, un frammento, un'indagine.
Lila s'è alzata stordita e sorridente, come ogni volta che lascia il letto d'ospedale.
Ha guardato lo specchio in cui fino a ieri cercavo gli occhi grandi, con le pupille dilatate, e ha riconosciuto un po' della sua zia adottata; la stessa passione per mangiarsi il lupo. La sua passione per la battaglia senza armatura.
Ma soprattutto ha trovato nello specchio, invecchiata ma non meno forte, la ragazza che stava cercando.

giovedì, gennaio 14

il lutto portato sul cuore (Haiti)


http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_viaggi/2009/03/27/1238169917675_donneditahiti1891.musedorsayparigi..jpg
             (immagine tratta da  http://viaggi.repubblica.it/multimedia/le-donne-di-gauguin/5322637/1/3)


Adesso i giornalisti correranno, appena i voli aerei saranno possibili o gli elicotteri solcheranno gli spazi tra un'isola e l'altra, a tentare di immortalere il dolore e la sofferenza.
Scatteranno le foto di occhi immensi, con le pupille dilatate fino all'inverosimile nella luce del sole caraibico; occhi che vedo quando un paziente ha paura di morire. Quando ha "un male brutto". Quando subisce un lutto che lo lascia con una sola irrisposta domanda:
e adesso?

Uno, o forse mille pensieri di solidarietà, di com-passione, di amore ed anche, se volete o potete, di aiuto fisico od economico possano giungere a sostegno di questo popolo.
Con l'augurio che lo sciacallaggio emotivo sensibilizzi all'aiuto chi puòdarlo in modo consistente.

Magari i nostri governi, che hanno speso milioni per un vaccino inutile, per rifornire le case farmaceutiche dei soldi persi con l'esaurirsi del "copyright" su certi farmaci. Magari qualcuno di questi giganti; si metterà la mano nel portafoglio e si farà migliore pubblicità di quella che fa il sospetto della subdola manovra attuata in caso della 'suina'.

...

Un drappo nero sventolato è una bandiera di pirati. Questo dolore è portato sul cuore.
Non credo che ci sia altro da dire.

(un link ad Aria, a scopo di percorrere questo laccio nero, fortificando un pensiero con l'altro)

sabato, gennaio 9

Tre per Uno... o forse nessuno


Una riflessione sciocca (sciapa) mi s'è ingarbugliata nella mente un paio di giorni fa, sul passaggio d'anno per cui, sorridendo, ci diciamo "ci vediamo l'anno prossimo", ed aggiungiamo un anno di più mentre sostituiamo il calendario a muro.  Le ore d'attesa talvolta possono essere fonte d'ispirazione, e così il cursore s'è spostato sull'idea d'attribuirmi una età. Già, perchè fra le cose che si dicono è che ciascuno ha quella che si sente... e più o meno seriamente me lo sono chiesta, a metà strada dell'età segnata come il "mezzo di cammin di nostra vita".
Così ho corso con le sensazioni lungo il corpo accidentato; le sue forme ottocentesche un po' assottigliate dal lungo lavoro fisico, alleggerite per non gravare qualche osso che non è più lo stesso. Le cicatrici di questa allegra battaglia che è la vita sparse in senso lungitudinale sull'addome, nelle ossa stesse, ad inanellare un dito. I regali del tempo ad incorniciare la bocca, ad irradiarsi dagli occhi come il sorriso che alla fine trovo sempre in fondo allo specchio... no, non mi pare d'avere la mia età. Non quella segnata sulle mappe anagrafiche che lascio in giro nei cassetti, sperando che si dimentichino del passare del tempo. Questo corpo è un po' più vecchio di sé!  Significa che, comunque vada, mi parrà d'aver vissuto più a lungo; come quando si ha una giornata intensa e piacevole, che pare d'essere stati nelle cose per il doppio delle ore!
La bilancia pende in favore della vecchiezza.

Per l'anima mi piace credere che sia la scia d'altre mille, e quindi molto più vecchia del computo civile. E se non ricordo tutto, alle volte sorprendo delle memorie ancestrali compiersi, magari in una ricetta di cucina apparentemente inventata, che scopro originaria della terra avita. Mi piace credere che sia l'intersecarsi di migliaia di anni, che rende meno dissimile te da me; che rende le profondità che oggi si scrutano, che oggi ho scovato io, e domani toccherà a te mostrarmi, non più appartenente a qualcuno, ma condivise... E' un'anima sola, è mia, ma anche altrui. Ma, come abbiamo detto, alla fine quando sei così vecchio, così grande, così profondo... sei anche il contrario.
Palla al centro.

E qui, vediamo come va a finire...
Perchè il mio cuore non ha gli anni che dimostro. E' un cucciolo di cuore, un bambino curioso; quando s'innamora, ama per la prima volta. Quando sorride o gli piace qualcosa, è sempre con l'intensità della prima volta. Così anche quando è arrabbiato, ferito o deluso; sente tutto il dolore del mondo, perchè anche quello,  come il resto, accade per la prima volta. Pensa che sia la sua la sofferenza più grande, come lo è stato l'amore, come lo è stato il ridere di un attimo fa.
Ecco, alla fin fine mi sembra che finisca in parità. L'età è la metà ma non la meta del cammino, e se le cose  banalmente sono quelle che sembrano,  l'uomo, come l'universo, non ha  un punteggio giusto e nemmeno un senso di marcia. Sono entrambi, specchi uno dell'altro, una rete di collegamenti che ha alla base la tensegrità (#) che permette al sistema di restare in equilibrio. In qualche modo. Ancora per oggi.


Il mio corpo è in accordo con la mia mente, la mia mente con le mie energie, le mie enrgie con il mio spirito,
il mio spirito con il Nulla. 
Ogni volta che la minima cosa esisente o il più flebile suono mi raggiunge, sia esso lontano dietro l'ottavo confine, o a portata di mano tra le mie sopracciclia e le mie ciglia, io sono costretto a conoscerlo.
tuttavia non so se l'abbia percepito con i sette orifizi del mio cuore e le quattro membra, o l'abbia saputo col cuore e l'addome e gli organi interni...
(Libro di Lieh-Tzu)


(#) "Strutture tensegritive ottengono forma e forza dalla contrapposizione di elementi che resistono alla compressione e altri che sono sotto tensione, creando in tal modo un sistema in pre-stress"(http://www.anatomytrains.it/?page_id=245).

mercoledì, gennaio 6

Dippold l'ottico

Che cosa vedete, adesso? Oggi è la festa della manifestazione della divinità. A seguire la rinascita del sole invicto, della nostra speranza di luce e di rinnovamento, il seme piantato ben nutrito non potrà che germogliare.
Quindi vi do un allegro auguri anche per oggi, e un benvenuto di cuore ai nuovi lettori:
E siccome sono un po' stanca per il lavoro notturno, era il capodanno di noi Befane, stanotte, l'augurio lo scrivo conla mia poesia preferita de L'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (traduzione a cura di Fernanda Pivano):


DIPPOLD L'OTTICO (Un ottico)

- Che cosa vedi adesso?
Globi rossi, gialli, viola.
Un momento! E adesso?
Mio padre, mia madre e le mie sorelle.
Sì! E adesso?
Cavalieri in armi, belle donne, volti gentili.
Prova queste.
Un campo di grano - una città.
Molto bene! E adesso?
Molte donne con occhi chiari e labbra aperte.
Prova queste.
Solo una coppa su un tavolo.
Oh, capisco! Prova queste lenti!
Solo uno spazio aperto - non vedo niente in particolare.
Bene, adesso!
Pini, un lago, un cielo estivo.
Così va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggimene una pagina.
Non posso. I miei occhi sono trascinati oltre la pagina.
Prova queste.
Profondità d'aria.
Eccellente! E adesso?
Luce, solo luce che trasforma tutto il mondo in un giocattolo.
Molto bene, faremo gli occhiali così.-

DIPPOLD THE OPTICIAN
What do you see now?
Globes of red, yellow, purple.
Just a moment! And now?
My father and mother and sisters.
Yes! And now?
Knights at arms, beautiful women, kind faces.
Try this.
A field of grain - a city.
Very good! And now?
Many womens with bright eyes and open lips.
Try this.
Just a globet on a table.
Oh I see! Try this lens!
Just an open space - I see nothing in particular.
Well, now!
Pine trees, a lake, a summer sky.
That's better. And now?
A book.
Read a page for me.
I can't. My eyes are carried beyond the page.
Try this lens.
Depths of air.
Excellent! And now?
Light, just light, making everything below it a toy world.
Very well, we'll make the glasses accordingly.

martedì, gennaio 5

Ah, poter attutire
la pesante carezza,
senza calore,
del tempo!
Al suo tirannico incedere
Sovente mi trema
Il successivo passo.
Scivolo,
e l’anima si storpia
in questo disperato cadere…
o forse è il volo lento e imprevedibile
d’una foglia
ramazzata dal suolo.

Continuo a perdermi
in questo vivere.

giovedì, dicembre 31

Auguri (con altrui parole)... ma davvero!



Se non potete essere un pino sulla vetta del monte,
siate un cespuglio nella valle, ma siate
il miglior piccolo cespuglio sulla sponda del ruscello.
Siate un cespuglio se non potete essere un albero.

Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero.
Se non potete essere il sole, siate una stella;
non con la mole vincete o fallite.

Siate il meglio di qualunque cosa siate.


Cercate ardentemente di scoprire
a che cosa siete chiamati,
e poi mettetevi a farlo appassionatamente.

                                                           Martin Luther King

martedì, dicembre 29

limitati a due argomenti: il tempo e la salute della gente!

la salute
Butto giù due pastiglie, come se avessi ancora fame; come se potessero saziare il desiderio che le cose difficili finiscano così. Ogni volta che capitava qualche lieve accidente, o quando il lupo si parava davanti, ho pensato che convenisse tenere altro viaggio, ed ho sempre fatto ricorso all'omeopatia; invece adesso ho delle pasticche tonde piatte ed ingombranti che calano nello stomaco con più frequenza del panettone.

E me ne sto qui ad attendere l'anno nuovo, nel quale ho infilato in busta chiusa un sacco di piccole preghiere, che finiscono tutte in gioia e serenità. e salute, per me e tutti quelli cui voglio bene; lo attendo con una speranza riposta tra i ferri di una sala operatoria, perchè questi fastidi finiscano.

"allora, dottore, sono in cinta?"
"MMM. No, veramente i segni sarebbero diversi".
"Ah, allora ho preso un granchio".
"No, signora, è un polipo".

Ah. Beh, a me il pesce non èmai piaciuto tanto, ma i polipi, quelli fritti assieme agli anelli di totano, quelli si. Ed ora, mi perdonino, cominciano a starmi antipatici anche loro. Mi pare che da qualche parte abbiano anche loro le lische, come le trote, che non si puliscono mai abbastanza bene.
Lo so, non è la fine del mondo (per quella dicono di aspettare il 2012). Non è un lupo vero, ma un lupetto, anche se digrigna i denti e mi ha morso che pare che mi debba uscire dal corpo tutta la vita.
Diciamo che non è proprio il modo in cui si sogna di passare la fine dell'anno; non per questo tuttavia, ci sputerò sopra, a questo povero vecchio che s'allontana a passo di bolero, come se la trecentosessatreesima alba fosse niente.
Lo prendo come esempio. Mi alzo da terra, mi dipingo le unghie di rosso (simbolicamente, lo smalto rosso non mi piace quanto le mantelle o le scarpe di questo colore) e intaglio una decorazione nuova sul viso. Una di quelle mimetiche, tipo un sorriso da tuttoandràbeneche tantoiguaihannodafini', e indosso i vestiti più belli e l'anello di turchese. Un ciondolo nuovo dove c'è pittata la mia foto di guerra (il Bianconiglio) e sono a posto.
Il nemico sta caricando, e con il massimo dell'attenzione m'appresto ad usare la sua forza, non la mia che svapora con un niente, per abbatterlo.

Sto così, in piedi accanto al fiume, ad attendere l'anno nuovo, ritta come un eroe da tregenda, con tanto di capelli in piega e rimmel come monito a non piangere, per non sporcare le decorazioni di guerra.


 (....il tempo) 
Peccato che si sia messo a piovere.

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