domenica, luglio 26

tienimi, se vuoi, appena annodata
a te. Con un filo sottile,
un lungo, lento lacciolo
che mi permetta uno scarto di lato,
di assecondare la corrente,
un movimento come libero.
Libero di tornare,
perché il filo mi insegna la strada.

Non lasciarmi, se puoi.
Ecco, io cerco; mi tengo
abbastanza stretta alla tua essenza
l'ombra lieve che non interferisce,
ma sopisce il desiderio di fuga
restando, come sponda di mare.
Come stelle nascoste dal sole.
Il porto che sai esserci,
appena oltre l'orizzonte.

E, se non vuoi essere la terra
dove tornare, madida d'ebrezza,
torna come vento sotto le mie ali,
una compresenza nel volo senza fede
che mi spinge,
andata e ritorno, nel vivere.
Nessun filo sarà più forte del tuo sospiro,
che sarà il volo e sarà portato in volo.

Non lasciarmi, troppo a lungo
credere che tu m'abbia lasciata.

8 commenti:

pansy ha detto...

E' la prima volta che passo dal tuo blog, ti ho trovato attraverso quello di Antonia..
Complimenti, si sta bene qui, tornerò a trovarti!

Lila ha detto...

Ciao pansy, graie
e benvenuta!

albafucens ha detto...

è bellissima questa poesia, il finale

"Non lasciarmi, troppo a lungo
credere che tu m'abbia lasciata."

parole che dicono tutto.

un abbraccio

Lila ha detto...

@ albafucens
grazie,
e grazie d'essere passata.
un abbraccio a te

maria rosaria ha detto...

continuare a sentire che c'è, anche solo in un alito di vento... a volte può bastare, ma è un traguardo che comporta un cammino lungo e tortuoso. spero che non sia stata dolorosa l'ispirazione che ti ha spinto a scrivere queste belle frasi.

Lila ha detto...

ciao maria rosaria. la sensazione di assenza è sempre dolorosa, ma dura anche poco!

Antonia ha detto...

"E, se non vuoi essere la terra
dove tornare, madida d'ebrezza,
torna come vento sotto le mie ali,
una compresenza nel volo senza fede
che mi spinge,
andata e ritorno, nel vivere."

Bellissima.


Un sorriso.Antonia.

Lila ha detto...

grazie Antonia.
Un abbraccio
Lila