Visualizzazione post con etichetta Ibisco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ibisco. Mostra tutti i post

giovedì, luglio 5

Alla ricerca di te


Nessun libro mi legge il contorno
del lato che tieni nascosto;
a prua di navi in transito, m'inganno
credendole talvolta l'arca, e a volte
l'ancora che mi riconduce
alla partenza, se smarrisco la rotta.

Una rotta che avevo accennato
e che ora si scrive da sé, inducendomi
a doppiare il capo, abbastanza lontano
da vedere ambo i lati in un volto,
mentre a volte mi schianta naufraga
sulla costa di un profilo solo.

E mi perdo, non sapendo ricordare.
Mi perdo la via del tuo cuore
tra le onde che spazzano il mio
irridendomi con pochi riflessi.



martedì, aprile 21

Roma ieri in questi giorni è un semplice interludio.

Passaggio tra una immagine e l'altra, con tanto di sottofondo musicale.

Camminando per via del Corso, di ritorno dalla mostra su Giotto (...e il trecento; più trecento che Giotto, a dire il vero), sorpasso una coppia: non più giovane, sotto qugli impermeabili trasparenti da turisti imprudenti, e mi sorprendo a sentire che cantano, sotto la pioggia grossolana e persistente. Tra goccia e goccia, come Frank Sinatra. Coordinati su un tono basso e caldo, che lascia per terra, nelle pozze, l'umidità, lasciando sula pelle attorno all'orecchio, teso all'indietro per non perderli, un calore che s'intrufola dal canale uditivo fino al cuore.

Incidentalmente, mi colpisce comeun raggio di sole; che spira poco dopo, soffocato da una nuvola. Nell'ombra relativa, l'odore che precede il temporale annuncia che sarà un ritorno bagnato. Non importa, il cuore è al caldo, sotto la giacca e le note, incastrato tra gli ori delle pitture trecentesche, e le musiche di strada; tanto che fatica a farsi attento. Lo richiamo al lavoro, e sottomesso riprende il battito razionale, per portarmi a casa.

Non piove da un giorno intero, e tanto non era veramente pioggia, quella tiepida acquerugiola che imita i frastuoni estivi; non ha né la consistenza di quelli,, né quella lunga e pesante dell'inverno. Non piove, quindi, e l'aria si carica di nuovo di smog. Le nuvole sono gialle, lasciandoci sperare che si tratti di nuvole che portano sabbia, e che non siano riflesso della consistenza atmosferica che gli sta sotto. E in questa incertezza, mentre cerco di trattenere il fiato, passando accanto al Verano dove l'olezzo assomiglia in genere a quello di una sala di dissezione, per caso (o per mero istinto di sopravvivenza) vengo assalita da un'inspirazione; con sorpresa avverto sul fondo e poi sempre più prepotente, l'odore delle robinie e dei tigli, a lato della tangenziale. Forse, come nei più amati intervalli TV, quelli di una volta, con tanti paesaggi, s'avverte anche l'odore dei cipressi umidi.
Della resina e delle piccole pigne.

Piove. Per tutta a notte. Le immagini passate, scontornate dal trasparire fra le gocce.
Il sorriso però non trema, mentre punto la faccia al cielo e l'orecchio al mondo, per sentire un'altra nota di vita.


Buon giorno!