giovedì, agosto 23

il viaggio dentro (1)

Premessa:

Quest'estate ho scelto di fare un viaggio diverso, non fuori dall'Italia, ma dentro di me. Caso volle che, nel momento di scgliere la meta per le ferie, mi sia stato indicato un posto in Toscana dove dal quinto giorno di agosto, si sarebbe svolto un corso residenziale di Hata-Yoga. Abituata al Kundalini ed estremamente incuriosita dalla ben più nota forma di Yoga, che avevo praticato solo un paio di volte molti anni fa e con una certa noia, ho deciso cheavrei tentato. La vita e le impressioni, cambiano se lasciamo aperta la mente.

Munita di più magliette del consueto, immaginavo di usarne una per ciascuna lezione (della durata di tre ore) dal momento che tale sarebbe il risultato di altrettante ore di Yoga Kundalini, ho cavalcato la mia curiosità fino ad una collina nei pressi di Magliano in Toscana; seduta a volte sul prato verde e morbido, a volte al bordo esterno del recinto della fattoria dove l'aria sa di terra e paglia secca, per consumare una sigaretta e l'esperienza, ho raccolto le impressioni tra il vento salato che s'innalzava da Talamone, e le cicale che facevano scendere le note dei loro concerti sugli astanti.

Agosto, giorno 7
Prima di partire questo posto era vicino. L'ho scelto anche per questo, perché da qui si vede Ilio, le cui bianche sponde sono un po' la mia seconda casa.
Una volta qui, però, ho scoperto che è molto molto lontano. E' un altro posto.
L'esperienza è di quelle che ti restano dentro con grazia, che te le indossi come il vestito da attore principale, da eroe del romanzo che hai appena chiuso, del film che è appena finito e il cui discorso di incoraggiamento, inevitabile come le stagioni, ti fa alzare fiero e risoluto: pronto a combattere per la tua guerra, o ancor più, per la tua pace.

L'esperienza quando ti resta dentro, può anche non ripetersi. Forse deve non ripetersi.  Ti insegna tracce eterne e amicizie perfette anche se brevi come una vacanza. Tracce che conducono altrove, amicizie che conducono all'ora, che ti specchiano e ti ri-vedi in questo riflesso che è quello che sei oggi, compresa l'unica persona su quaranta presenti che ti disturba le vibrazioni; ma alla fine ballerai anche con lei, che non è altro da te.
CIascuno torna a casa, nella sua città senza sapere se la vita ci condurrà ancora in un altro posto, in un qui che non è ora. Ma ora e qui, ti specchi. E leggi le tracce.

Vi è fra noi partecipanti, l'entusiasmo dell'uno per l'altro. Il desiderio di rendere eterno qualcosa, e questo è il presente di questo incontro. DI questa danza di quaranta corpi che si muovono all'unisono verso la stessa posizione, con la stessa solenne attenzione ad ogni gesto, allo spazio fra sé e gli altri, allo spazio in se stesso. E in se stessi.

"Vegno dal loco ove tornar disio!" mormoro solcando il prato qui sul colle; e ivi arrivata, sotto il cipresso che guarda il Giglio, fior di mare sospeso nell'orizzonte, mi siedo sulla radice a contemplare questo "loco", e il "disio" si placa, qui.









7 commenti:

Madama Dorè ha detto...

Mi ricordi i versi del grande Carducci nella sua poesia A San Guido. Bellissimo post e bellissima anche la foto. Un abbraccio e buon fine settimana.

UIFPW08 ha detto...

il viaggio l'ho gradito dalle tue parole nei significati piu belli, grazie per la gradita visita
Maurizio

Lila ha detto...

@ Madama Dorè
che complimento, grazie! Buon fine settimana anche a te! e un grande abbraccio


@Maurizio
Grazie a te, sono felice che ti sia piaciuto.

albafucens ha detto...

un viaggio senza confini... infinito quello che compiamo dentro di noi

hai scelto un bellissimo modo per viaggiare, meditare lo è,del post mi ha colpito in particolare questa frase
L'esperienza quando ti resta dentro, può anche non ripetersi. Forse deve non ripetersi.

... perché ogni esperienza è unica e irripetibile, è vero.. non ce ne sarà mai una identica

ti abbraccio forte anima bella :)

Lila ha detto...

@ Albafucens
si, l'esperienza è irripetibile, e come dice uno dei miei scrittori preferiti, non si attraversa due volte lo stesso fiume, nemmeno passando sopra un ponte :)

sei sempre molto cara! un abbraccio forte forte

Tiziana Bergantin ha detto...

Il modo di descrivere ciò che vivi, ciò che senti, mi trova sempre impreparata. Tocchi sempre corde interiori, che mi fanno riflettere. Un viaggio nel mondo dell'anima che molto sovente si tende a non ascoltare. Un bacio cara Lila.

Lila ha detto...

cara Tiziana, grazie, e...
mi fa piacere quello che senti; scrivo anche per ricordare a me stessa, ma anche per trasmettere il sentimento delle cose.
Ti abbraccio