lunedì, gennaio 30

Conosco il suono e la profondità
del nucleo, che dalla terra erompe
e inondandomi da vita alla fissità
delle radici, scuotendomi le fronde.

Conosco il canto chiaro degli uccelli,
e fra le note e fra le pause del volo,
quel piccolo silenzio gioioso, che inanello;
una catena che mi trattiene nel vento.

Conosco nuvole, che s'ammassano
quando il respiro s'eleva oltre il confine
dello specchio d'acque,  che rabbrividisce
il mio riflesso, prima immobile e sottile.

Conosco l'incendio di sole che m'avvolge
nel giorno, e l'imposizione del cuore
ch'è sia scudo, sia arma di protezione:
batte libero, e sono un giocatore in piedi.

Conosco l'immagine incisami addosso
di chi guarda; occhi che si confondono in occhi,
talora al ritmo sinusoidale di due respiri uniti,
talaltra in uno scontro sui perimetri dell'io.

Il confine fra ciò che sono e ciò che conosco
appare invalicabile, è intracciabile, inestistente.

E' tutta una storia, e io che credi nulla,
son parola di principio, il racconto, la culla,
l'arma e la resa, il campo e la battaglia e l'azione.
Nell'agire, agire è l'unica vittoria.

7 commenti:

Madama Dorè ha detto...

Ma c'è un confine tra ciò che sono e ciò che conosco?
Ciao, il mio computer è tornato, più grande di prima e spero meno capriccioso, così mi affretto a farti un saluto e un abbraccio...
Bella poesia e belle foto, grazie.

Lila ha detto...

Grazie a te Madama Dorè, a me è tornata la linea :)
hai ragione, non c'è un vero confine, a dire il vero, se non negli scontri sui perimetri dell'io ;)
un abbraccio

Anna Righeblu ha detto...

Non so come interpretare i tuoi bellissimi versi, né se la chiave di lettura sia lì, in quel limite invalicabile... o, forse, ancor di più, in quell'"immagine incisami addosso di chi guarda"...
Un abbraccio

Tiziana Bergantin ha detto...

Si come dice Anna non è facile interpretare ma il conoscere può essere universale come può essere molto intimo, e il confine trai i due limiti può diventare ingannevole. Ciao cara Lila mi piace leggere i tuoi pensieri.

Lila ha detto...

@ Anna Righeblu e
@ Tiziana
qui ci sono sensazioni.immedesimazioni, perdite di confine alla ricerca del sostrato, passando dalle radici di un albero, ad un volo, ad un incontro.
ma alla fine, l'interpretazione è di chi legge :)

TuristadiMestiere ha detto...

"conosco l'immagine incisami addosso di chi guarda". Spesso ho interpretato le tue parole come se vivessi una specie di sdoppiamento tra il tuo sguardo su te stessa e quello degli altri (sempre su di te). E quello degli altri credo sia più benevolo del tuo (non so perché, ma ti "sento" molto severa nei tuoi riguardi, anche se non lo meriti affatto visto che sei una persona molto speciale, invece). Mi piace la frase finale. Non importa il risultato, importa l'azione.

Lila ha detto...

@ turista di mestiere
credo tu abbia ragione. Gli altri sono più misericordiosi di me. IO uso lo sguardo come uno specchio, ed essendo astigmatica ;) tendo a deformare un po' le cose. Abbellisco gli altri, e me.. un po' meno. Ma ci sto lavorando :)
un abbraccio