giovedì, giugno 14

Il dentro di dentro (racconti diversi)

Sono seduti più distanti possibile,tra parole che non sono che un confuso orizzonte,verso cui gli sguardi si spingono senza vedere altro che una leggera nebbia. 

Lo immagino ancora, anche se siamo fermi qui da sempre. Un bacio. Di appoggiare le mani in perfetta libertà, senza il timore di stare troppo fuori per educazione, o di perdermi troppo dentro, o di rimbalzare sulla gomma dura del suo bozzolo.
"Si, ma altro che farfalla. Questo è un elefante, dentro una formica che crede d'essere un gigante. E poi nemmeno, perché le formiche fuori hanno la corazza. Lascia stare il dentro. Dentro siamo tutti uguali, alla fine, anche se... Ma le formiche fuori hanno la scorza dura. Non mi importa se si schiacciano, dentro, te l'ho detto, siamo tutti uguali. Questo però, lo schiacci anche senza le dita."
Dentro è molle come un leprotto.
"non ha la velocità, del leprotto. Solo la paura."
Mi avvicinerò, come si fa col gatto. Terrò la mano tesa per toccargli il pelo lucido lucido, ma piano, per vedere come reagisce.
"hahaha, allora non tendere la mano"
Cosa posso fare?
"Lascia le dita rilassatate. Deve venire lui da te. Non hai ancora imparato come sono i gatti? E non importa, se dentro la formica c'è un leprotto. E' lo stesso con i leprotti."
Quello che sta fuori, sai, credo sia come il dentro.
"non mi dire che stai guardando."
Si, è lucido, anche dentro. E morbido. Oh, vorrei che fosse un gatto, ché almeno saprei come comportarmi. Terrei la mano morbida, e aspetterei che ci arrivi dentro. Come quando immagino.

"Sotto il pelo, è fragile come la porcellana, non è nemmeno una formica."
Stai parlando del dentro, di nuovo. Quello che vede lui però. Io parlavo del dentro di dentro, quello che non vede.
"Lo hai notato mentre ride? Quando come te è senza limiti, senza nessuna barriera?"
Si, dentro al dentro. Dentro la formica che sta nell'ippopotamo.

Si tengono le emozioni nelle pieghe del tovagliolo, mentre sorseggiano un finale alla rosa.

"non era un ippopotamo".
Bene, fai conto che lo fosse. O che lo sia, ora.
"ora non lo vedo"
Ti distrai. Io invece no. Lo immagino, e quando lo immagino lo vedo dentro al dentro, ma fuori è un ippopotamo, con dentro una formica...
"somiglia alla storia dei nuclei. Quello che vedo quando apro gli occhi due volte."
Si. Quella che vedi quando siamo insieme, quando osservi invece di preparare solo gli ingredienti, la preparazione, la torta finita, e la bocca che la mangia. Tu lo sai già, come andrà a finire. Io riesco solo a far la lista della spesa.
"Come i nuclei, quindi".
Si. lo hai già detto. Tu diresti che c'è l'acqua, dentro. Ma adesso guarda: dentro l'ippopotamo c'è una formica, con dentro un elefante.
"quindi il gigante c'è davvero".
Se vuoi. Tutti sono dei, e tutti sono giganti. Lui è un gigante..
"Te lo concedo. Allora, tiene in mano un fiore rosso".
E' quello, che voglio.
"Non è tempo.  Lo tiene, si, ma da dentro. Non sa nemmeno come si donano le cose. Sei sicura di voler aspettare?"
Ho visto dietro gli occhi; dentro, anche se potrebbe tenerlo in mano, c'è il fiore rosso.
"Un gigante con un fiore rosso."
Quello, si.
"Ma davanti lo sai, ci sono ancora l'elefante, la formica e l'ippopotamo. Era più semplice, con i nuclei".
I nuclei non sanno niente dei fiori.

Lui allunga la mano, le sfiora le punte delle dita, e dove si toccano il rosso sale alle guance, e trasuda dal cuore; e celandoselo in un'ombra del palmo, il gigante senza saperlo, lo lascia battere per un momento fuori da tutti i suoi petti. 
Lei allunga la mano e si infila la notte al posto dell'orizzonte. 
Con il fiore che ha visto, a trattenerle i capelli nell'attesa.



8 commenti:

Tiziana Bergantin ha detto...

Se passi da me lunedì potresti farci un regalo con le tue parole... "Si tengono le emozioni nelle pieghe del tovagliolo" che bella frase. Un abbraccio

Madama Dorè ha detto...

C'è una grande Matrioska che contiene tante copie di sè, sempre più piccole man mano che si procede verso il centro...oppure si può considerare il contrario:"come in alto così in basso"... oppure si può incontrare Proteo, che muta continuamente forma...l'importante è osservare senza coinvolgimento e tener fermo il Proteo finchè, assunta la sua vera forma, risponderà alle nostre domande e ci darà la Risposta! Un abbraccio.

Lila ha detto...

Tiziana :) cosa succede lunedì? ci proverò, ma temo di non avere troppo tempo, se non all'alba, nel 'mio' momento... un abbraccio


@ madama Dorè
allora aspetterò, con le dita morbide, che Proteo prenda la sua forma.
(bellissimo questo tuo commento!)
un abbraccio forte

sqwerez ha detto...

c'è spazio comodo in cui rilassarsi in mezzo alle righe... tra le sfumature...

LinceNera ha detto...

Bello, dispersivo ma veramnet bello: dispersivo perchè ti fa annegare nell'incertezza del pelo. Quello che scrivi meriterebbe maggiore eco sul web. Brava.

Lila ha detto...

@ sqwerez
sono felice che si colga..

@ LinceNera
Ti ringrazio. L'eco credo sia proporzionale al volume di voce, ma anche i sussurri, arrivano da qualche parte.

TempodiVerso ha detto...

non sempre c'è sintonia tra la realtà del dentro e quello che appare al di fuori e tutto si complica se consideriamo la soggettività di chi osserva.
non ho potuto accedere da wordpress, ma ti ringrazio per i tuoi commenti.

Lila ha detto...

@ TempodiVerso
La realtà aèèarente, è più complicata di quanto crediamo, in effetti. Ma alla fine, è tutto semplice. Manchiamo solo di allenamento a vedere.
Grazie della visita e del tuo commento.