mercoledì, agosto 12

il dolore

il Favoloso Mondo di Amelie
"si però, quella volta... quanto ho sofferto!"
così diceva una mia paziente, non una, ma molte volte. Qualunque fosse l'argomento di conversazione, lei aveva in serbo sempre una storia del genere. Ma il problema reale è che continuava a considerare presenti tutti quei dolori.
"signora, come sta?"
"ah, sapesse, ho tanto sofferto con questa mano..."
"accidenti, mi dispiace. Ma che cosa è successo?"
"eh, quando stavo cucinando l'agnello, a Natale ..." [la conversazione si svolge in estate]
"a Natale?"
"si, a Natale. Improvvisamente ho avuto un crampo e mi è caduta la teglia dalle mani."
"da allora le fa male?"
"beh, no, ma mi ha fatto tanto male."
"si, [dico io] ma ora, oggi, come sta?"

Non c'era molto da fare. Non riusciva a stare nella situazione attuale, e la terapia finì col perfetto recupero fisico, e la sensazione che la signora avrebbe sofferto ancora a lungo, per vecchi dolori che ricordava.

Ora, io vivo con la ferma convinzione che il mondo sia solo un gioco di specchi, sicché quando rilevo il ripetersi di caratteristiche particolari nei miei pazienti, comincio a chiedermi quali aspetti di me essi mi stiano mostrando.

Se quindi li vedo attaccati alla loro malattia, con la scarsa volontà di reagire e guarire, come è successo di recente mi chiedo quali siano gli aspetti di me ancorati ad un qualche tipo di sofferenza. E garantisco che con un minimo di scrupolo, la risposta l'ottengo sempre.
Tuttavia vi è nella faccenda anche l'ancora di salvezza. Quella signora di settanta quattro anni che in una seduta ha imparato tutto quello che suggerivo per muoversi meglio (alla faccia di quelli che a trentotto anni dicono che per loro è tardi per cambiare - è successo!!!), e che si è accorta (basta solo un po' di attenzione a se stessi) che il dolore comincia a non esserci più tutti i giorni.

Il mio cuore gioisce e salta in petto, migra come una rondine in inverno da se stesso...
e torna con nuova consapevolezza, trovandosi fiorito come l'Eden in priamvera; le cose possono sempre cambiare.

Non il passato, si sa. Però, con i dati a disposizione possiamo mutare il corso del presente. Il corso d'essere.

Già, perché siamo come pittori, nei confronti della nostra vita. Artisti e artefici che possono riprodurre istericamente la stessa situazione milioni di volte, anche se con colori o tecniche differenti; oppure possiamo prendere la soluzione di girare lo sguardo, e cimentarci con un nuovo modo d'essere. Che fa un po' paura (abbandonare il dolore è comunque abbandonare una sicurezza) ma che a volte contiene i semi d'un nuovo fiore.

Mi sovvengono i personaggi del Favoloso mondo di Amelie... Quel vecchio pittore con le ossa fragili che continuava a riprodurre lo stesso quadro di Renoir, per esempio.
Non sempre abbiamo una Amelie che viene a cambiare le cose... Ma come lei, possiamo provare a vedere se, agendo in modo leggermente diverso con il mondo, esso si modifica!

Poi, un giorno, tornando a casa dopo il lungo viaggio, scopriremo il fiore dai sette colori proprio dentro al nostro giardino.
Guardo.

E il dolore non è più nemmeno un ricordo.

8 commenti:

Antonia ha detto...

E' come la storia del cieco.A volte ... basta solo cambiare atteggiamento per vedere le cose,che credevamo immutabili,cambiare forma ...

Siamo ciò che scegliamo di essere.


Un sorriso.Antonia.

maria rosaria ha detto...

abbiamo risorse incredibili dentro di noi, non ci crederemmo se queste non venissero in nostro soccorso a farci sterzare quando si sta per schiantarsi contro un muro lasciandoci senza fiato. sì, meno di quanto ci aspetteremmo, per ricominciare a respirare a pieni polmoni.
a presto

Lila ha detto...

@antonia e mariarosaria
Cambiare attegggiamento o lasciare che le nostre risorse prendano il sopravvento sull'abitudine e sulla paura dell'ignoto...
però cambiare.

un augurio di ore felici

albafucens ha detto...

Non è mai troppo tardi per cambiare, è solo difficile ..
ciao
bel post

Pulci ha detto...

Buon Ferragosto!

Lila ha detto...

@ albafucens
vero, verissimo!saggia e coincisa, come sempre. Grazie.

@Pulci
buon ferragosto a te!

Federico Distefano ha detto...

Ciao!!
Buon Ferragosto!
:)

Io me ne andrò in campagna con gli amici, spero non si tratti di un posto pieno di molesti insetti volanti...
^_^

Lila ha detto...

ciao Federico, buon ferragosto a te!
...sai, c'è una parte maligna di me... quella che quasi quasi spera in qualche insetto ispiratore di vignette...
shcerzo ovviamente! Buon divertimento!