giovedì, ottobre 15

i figli che non ho avuto

Non so se si possa dire che mi dispiacesse di non avere figli. Non sono sicura. In alcuni dei miei incubi sogno, o ho sognato, di averli e di dimenticarmeli a destra e a manca; di affidarli a balie che non me li rendono; di sentirmio ricordare che devono mangiare, come le mie grasse piante da balcone, che periodicamente... metto a dieta.
Così ad un certo punto ho fatto un punto croce, sopra, ma non essendo ben capace a ricamare ho dovuto inventare, e qualcosa credo che sia andato storto.

Ci sono giorni in cui ho perfino pensato di far da me ma all'ikea non ci sono kit per queste cose, e se proprio uno dovesse scegliere i canali tradizionali tanto varrebbe farsi dare le istruzioni per costruire una famiglia.
Qualche fase conflittuale, qualche mese di relax dopo aver visto la mia amica che ha dei figli davvero insopportabili e (i genitori mi scusino la franchezza) a volte mi chiedo come mai sia sopportabile lei. Perchè si sa che i figli prendono dai genitori, a parte sviluppare doti e difetti propri. Comunqie alla mia amica voglio bene; ha una serie di doti eccellenti e nonostante i suoi figli, non solo è sopportabile ma piacevole da frequentare. Dante ha avuto ragione, quando parlava di questioni ereditarie, e come dall'albero vien fuori un certo frutto, e dal seme un certo albero... e... per fare un tavolo, c'era una volta una canzone che diceva che ci vuole un fiore.

Per fare i figli  (lo so che non è vera la storia delle api e dei cavoli, mi concedo la licenza poetica) anche.
Ci vuole quel fiore del primo appuntamento; quello dell'appuntamento in cui si deciderà che si costruirà un futuro assieme (istruzioni per l'uso non incluse); quello del bouquet che vola in mano alla prossima predestinata.
Quell'altro, che fa pensare a piacevoli momenti in camera da letto.

Niente di tutto questo, per me. Non ora almeno. Però i figli ce li ho avuti.  Concepiti nei miei momenti di desiderio, di volontà di allevare allievi per trasmettere il modo in cui credo sia giusto lavorare. Per apprendere da loro nei primi passi innocenti, dalle menti che si aprono a nuova esperienza.
Vittima di una scherzosa battuta di un'allieva, un giorno ho realizzato che in fondo tutto ciò si poteva sublimare: "mammaLila di sicuro ce l'ha", disse una ragazza alta con i capelli ricci e biondi, che non so quando sia cresciuta così tanto.

POi ieri, come a morire ad una lunga strada, e poi lasciarsela alle spalle, ho com-preso: sono figli, davvero. Figli che in questi giorni sono bravi e allegri, domani sfuggenti e casinari, preparati, curiosi...
Figli che il mio dolore, quando sono stati messi al mondo... del lavoro (laurea) ho pianto di gioia e di male, perchè forse non si faranno più vedere tanto.

E poi, un giorno che ti chiedi chissà dove è andata C., se lavora, se si ricorda il caffè e la torta della signora Nina, le coccole morali di mammaLila che ti insegna a volare e poi lascia che tu esca dal nido senza curarti più (verità dei sogni)... quel giorno C. si fa sentire, i ragazzi ti portano le caramelle o ti fanno il caffè. Ti senti un po' come a ricevere il primo lavoretto della festa della mamma.
E un po' sorridendo e un po' piangendo, credi che forse non sia tutto da buttare, e più che a quelli non nati, penso ai figli che ho avuto.

11 commenti:

stella ha detto...

E' di una tenerezza infinita il tuo scritto Lila.
Se ho ben capito, insegni.
I tuoi allievi certamente li cresci e li allevi tu, quando poi andranno per la loro strada, tu rimarrai indelebile nei loro cuori.
Ti abbraccio.

Antonella ha detto...

Ci sono uomini e donne che hanno la disponibilità all'amore alla dedizione, al rispetto e uomini e donne che non ce l'hanno. I primi , in ogni caso, saranno genitori di qualcuno, perchè è nella loro indole nutrire un altro essere umano. I figli non tengono compagnia al genitore o almeno non quella compagnia di un tuo pari su cui appoggiare la testa. Chi contribuisce alla crescita di un essere umano è genitore ed è una bella sensazione.

albafucens ha detto...

mi piace molto questo tuo post, intenso, nostalgico e a tratti ironico..
i figli non sono solo quelli che metti al mondo..ma coloro ai quali dedichi le tue attenzioni, il tuo amore a cui dono il tuo sapere..
e tu, in realtà di figli ne hai avuti molti..
un abbraccio

UIFPW08 ha detto...

Onori ed oneri, questa è la vita e non è sempre a colori.

Lila ha detto...

@ stella
insegno, si, il mio lavoro. Insegno agli altri a stare meglio, ci provo almeno; e ai ragazzi a far stare meglio i pazienti. O almeno a provarci.
Grazie per il pensiero, per farmi sovvenire questosenso di restare come una traccia, che forse è quello che tutti sognamo come eterno.
un abbraccio a te

@antonella
si, è una bella sensazione; condita dallo strano mistero di vedere i 'figli' già grandi, ma piccolissimi nei loro primi passi in ciò che gli si insegna.

@ albafucens
molti figli, qualche abbraccio. Il loro pensiero ogni tanto. Non è come tenere fra le braccia un bambino appena nato, ma è una sensazione che da un calore impensabile.
Grazie

@ Maurizio
oneri ed onori. Ma la vita è sempre a colori, e questi sono un arcobaleno che finisce nel cuore.
Con tanto di pentola d'oro.

enne ha detto...

Non è affatto detto che si debba diventare necessariamente madri.
Dico sempre, quando capita, che quand'ero ragazza non avevo affatto in bilancio un figlio.
E invece...è tutto ciò che mi è rimasto, del mio matrimonio in frantumi.
Quindi coltiva serena i tuoi alunni: starai dando loro forse più di quello che qualche mamma saprebbe dare.

maria rosaria ha detto...

mia figlia è la ragazza che seguo nel servizio di volontariato... siamo mamme diverse, lila, ma è comunque una bella sensazione.
bacio

giò ha detto...

...anche l'amore per i figli non sempre è puro e disinteressato! Il nostro ego egoista ci mette sempre la zampa! ed ecco quindi i figli insopportabili di persone piacevoli anzi stimabili e cercabili... Non sono per l'essere genitore a tutti i costi ...se l'amore è dentro di noi si manifesterà anche al di fuori nella maniera più pura ...figli o non figli!
,)
giò

stella ha detto...

Cara Lila, mi sono permessa di pubblicare i tuoi veri : "Fronte mare" sul mio blog di poesie.
Spero non ti dispiaccia.
Bacioni.

Lila ha detto...

grazie, enne.
è un bel pensiero, e credo che sia anche molto vero. Non tutti, per fortuna, con lo stesso destino!
è che, forse per via del retaggio storico-familiare ecc. non mi aspettavo che le cose andassero così.
ma questa, credo, è un'altra storia. un abbraccio

@ maria rosaria
ecco condividiamo questa maternità, che non ha niente di meno dell'altra. è solo diversa.

@giò
quella dell'ego era una cosa a cui non avrei pensato. Grazie della visita e del bel commento

@ stella
dispiacermi? mi fa anzi molto piacere, cara Stella.
grazie!

Penelope ha detto...

Ho fatto un sogno una volta,
ero da sola, senza nessuno, e camminavo per una collina.
C'era erba verde lassu'
e un bimbo piccolo che mi aspettava.
Sorridendo mi chiese di sedermi accanto a lui.
Giocava con delle semplici costruzioni e il suo sorriso era il mio.
E la sua gioia era la mia.
Poi si alzo' il vento e mi alzai.
Mi disse: "non te ne andare. Rimani qui".
"Non posso", risposi, "Devo".
Non volevo lasciarlo li. Era mio figlio. Non volevo
ma mi svegliai.
E' domenica: accanto a me mio marito dorme
e mia figlia e' sveglia che gira per casa
ma il vuoto e' dentro di me.
Anche se ho tutto, lui non c'e'.
Quel bambino non c'e'.
Eppure
lui
esiste
da qualche parte
esiste.