lunedì, ottobre 5

ritono a Bracciano... anzi, ad Anguillara

1° giorno: "sarei sociale, anche gentile, un po' normale" (L.Dalla)
Si apre un nuovo anno della scuola di magia e stregoneria. Tre mesi, e la dovuta lettera con le istruzioni per arrivare, i libri da prendere, la quota da versare, ci separano dall'ultimo giorno, quando sono scivolata fuori dalla vecchia classe, portandomi dietro la solitudine di un anno in cui avevo fatto di tutto per non fare amicizia.
Nonostante ciò qualche piccola mano sul cuore s'era posata, e durante l'estate, scaldato dal sole, qualche piccolo pregiudizio si è sciolto; o forse in qualche modo oscuro la psicoterapia funziona.
Leggo che da la possibilità di cambiare i circuiti, le vie del pensiero. E prendo al balzo l'occasione armandomi di un sano spirito gioioso, per rincontrare quelli che ho salutato come una massa senza volto di colleghi presuntuosi e supponenti; supponendomi cambiata. Così, semplicemente.
E la vita ci mette lo zampino; benchè il nome del posto prometta almeno la visuale sui due laghi laziali (Bracciano e Martignano), di fatto siamo lontani dall'uno e dall'altro. A metà strada di nulla, in una campagna odorosa di cavalli e di erba calpestata, polverosa di piste di maneggio.
Nessun modo, salvo prendere la macchina, di andare a sedersi in silenzio sulla sponda del lago, a riposare le orecchie dal ciarlare inutile del dopo pranzo. Mi siedo nel giardino, vicino alla piscina ricoperta per l'inverno, ed alla spicciolata, neanche il tempo del primo boccone, arrivano quasi tutti.

Non mi piace mangiare con chiunque, quindi per un po' mi fingo interessata al giornale, ma come dicevo, la vita prende il sopravvento, e una parola scappa di bocca, una risata gorgoglia sulla punta della forchetta;  il tempo di finire il magro pasto e sono parte della classe.

Ancora una volta ho modo di osservare che qunado cambi l'atteggiametno verso il mondo, quello risponde in modo adeguato. Non subito, forse, ma lo fa...


2° giorno
 ... così li scopro; ascoltata, li ascolto, non solo nel fisico esercizio che ci insegnerà, prima o poi, a localizzare davvero il problema principale di un corpo.
Sembra che l'estate abbia scaldato altri cuori, e sciolto le divine certezze di poter fare qualsiasi cosa. E altri si scoprono fallibili. Rivelano a me, che con imprudenza mi ponevo da ignorante, che qualche errore lo commettono anche loro. Quelli che l'altr'anno mi guardavano dall'alto al basso, o chissà, forse ero io, ora hanno gli occhi negli occhi.
Ho imparato di nuovo, non manchi mai l'occasione, il gioco di specchi.
Vado a pranzo nel solito giardino, quasi sperando che arrivino presto tutti.

3° giorno

Il mutamento tuttavia richiede pazienza, e la festicciola di compleanno, merenda tutti insieme ed immane perdita di tempo annessa, tolgono un po' di entusiasmo al mio ritrovato 'socialismo'. Scivolo via appena posssibile, appena dopo un frugale pasto, per accamparmi all'ombra d'un albero, a guardare i cavalli.
C'è in sottofondo il rumore di scalpitio di quella parte di me che mi è appartenuta per tanti anni, e che vorrebbe solcare le colline, come la mattina quando arrivo e mi inerpico per la strada nei campi, finalmente trovando il lago, all'orizzonte.







4° giorno
Come per magia, si sciolgono tra loro le parti di me; quella che sono, e quell'anima di vent'anni, che ha quasi vent'anni e vuole tornare avanti, per vivere il resto della sua vita. Due adolescenti che si battono, scambiandosi i vestiti; così ad ora di pranzo, dopo un'altra, doppia,  festa di complanno cui partecipo con allegria, mi trovo sulla collina. Dopo aver corso, percorrendo a polpacci tesi il campo vuoto del recinto aperto. Pensieri in fuga ordinata scivolano sull'erba, e si rotolano come quella bambina che ricordo, che amo e che, almeno lei, resta nei suoi anni, lontano da qui. Rotolava sul declivio del parco vicino al laghetto dell'Eur. E i pensieri rotolano fino alla sponda lontana di questo, più grande, che si distende oltre i campi.
Un silenzio che riempie la fine di questi giorni, mi avvolge.

Ma mentre mi infilo in macchina, sorprendo un desiderio di tornare; non solo per apprendere ancora.

8 commenti:

Antonella ha detto...

Lila, scrivi molto bene e sempre mi sorprendo . E poi anche a me non piace mangiare con chiunque, mi sembri sorella. Ti leggo tanto volentieri. Mi aiuta ad essere diversa.

Anna Righeblu ha detto...

Bellissima quell'immagine del lago... un po' malinconica, forse, ma bellissima.
Un abbraccio

enne ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
enne ha detto...

Che corso/incontro era? Se non altro queste riunioni servono e mettere le scontrosità di questo e quello a confronto.
Alla fine ci si rende conto che, come hai scritto, se chiami il mondo il mondo risponde. Bisogna avere solo una pazienza infinita.
Notte, Lila.

ps. Il commento cancellato è mio: avevo sbagliato qualcosa. :-)

Lila ha detto...

@ Antonella
sai, anche a me capita di rovare tra le tue righe brandelli di me... quel diverso/uguale dei giochi di specchi, in cui per ora riconosciamo più le somiglianze!

@Anna Righeblu
grazie. Era così, quel primo giorno. Poi è venuto fuori un sole magnifico, ma devo dire, non aveva lo stesso fascino.
Un caro saluto

@ enne
è il corso di osteopatia, che seguo già da un anno per mettere insieme una serie di cose apprese nel tempo..
spunto di riflessione per il rapporto colmondo.
Buona giornata per te

maria rosaria ha detto...

anch'io nei primi incontri preferisco non fare subito amicizia, e anche a me piace mangiare da sola piuttosto che dividere la tavola, costi quel che costi, per non restare sola. bel diario di una quattro giorni che ha visto bei sviluppi.
bacio, lila

albafucens ha detto...

in quante cose mi riconosco..
sempre intensi e belli i tuoi post

mi piace molto:
"Pensieri in fuga ordinata civolano sull'erba"

un caro abbraccio

Lila ha detto...

@mariarosaria
sarebbe interessante, penso talvolta, scoprire quante persone, se glielo chiedi con sincerità, la pensano come noi.
Un abbraccio

@albafucens
è bello riscoprire dei tratti in cui ci somigliamo. a me capita che quando ti leggo, trovo delle parole perdute. delle emozioni che stavano accucciate e non trovavo più...
un caro saluto