mercoledì, marzo 17

La via del Bello (2)


Sul piano della ricerca
Una delle note più interessanti trovate durante il percorso di ricerca sulla Bellezza è stata la lettera ebraica Tav: valore 400, ultima lettera della aleph beth (trentaduesimo sentiero che sta tra Malkuth e Yesod) termina la catena delle lettere e le “sigilla”, come sigilla la parola Emet, Verità (termine  considerato alla stregua di un nome di Dio). Associata al centro della Radice  (1° chakra) ci indica precisamente che nel cammino di Risalita verso la Fonte della creazione, la Verità deve essere il fondamento dei nostri atti, permeare le nostre azioni; canalizzare le forze che stanno alla base della vita sulla terra prima su tutte quella energia sessuale che presiede alla generazione della vita e che va usata come veicolo di desiderio prima di tutto verso Dio stesso, per farsi invece, nel rapporto con gli altri, canale per la fusione che annulla l’ego per condurre al Sé, quindi alla comprensione dell’altro in noi stessi. Per condurre all’Amore inteso secondo la storiella sufi dell’uomo che, bussando alla porta dell’amata, potrà entrare quando non sarà più “io” (qui non c’è posto per me e per te), ma l’amata stessa: “- chi è?- -sei tu-”.
La parola emet contiene in effetti la parola at, cioè ‘tu’.
Tav è il “luogo più vicino alle forze dell’altro lato” [1] è simbolo del fatto che se la consapevolezza resta intrappolata nel centro più basso vive in esilio permanente, ma come spesso accade l’inizio e la fine coincidono così ha anche un significato positivo[2]: è legata alla santità ed al riscatto delle potenze inferiori perché siano usate come tensione positiva per la risalita alla Sorgente di Luce infinita.
Tav è per la Cabala la lettera del mondo del Tohu (caos) termine che inizia proprio con Tav, il che suggerisce di osservare come all’inizio del nostro lavoro ci troviamo alle prese con le rovine dei mondi precedenti, le cose incomplete o mancanti delle nostre incarnazioni passate o semplicemente della vita “precedente” l’iniziazione in cui siamo ancora inconsapevoli. Iniziazione che qui intendo  significare il momento in cui prendiamo coscienza della luce divina che è in noi, in qualunque modo avvenga, anelando alla ricongiunzione con essa (con necessario ‘sgrossamento’ dalla materialità, per ritrovare la radice, la statua nel blocco di marmo).
Collegato a Tav troviamo un ‘dono’: Chen, la grazia ma anche più semplicemente la Bellezza. Si tratta inizialmente della bellezza e dell’armonia insite nella forma fisica, nella materia, che vengono a rivelarsi quando si smette di guardare con gli occhi critici e separativi della mente solo razionale per osservare con entrambi gli occhi e percepire così il miracolo della ‘cosa sola’. Rapportarsi con il mondo fisico diventa allora fonte di gioia e non di oppressione e frustrazione, situazione che si lega a doppio filo anche con la capacità di accettazione dell’esistenza, del nostro essere come manifestazione e dunque agente della sperimentazione dell’Essere che si conosce.
La Grazia (bellezza in noi) permette di riconoscere l’impronta (tav) lasciata in ogni essere dai mondi superiori, che si manifesta poi nel forma-le attraverso la bellezza che deriva dalla simmetria, dalla capacità di espandersi in tutte le direzioni dello spazio.

Si dice “tav fa vivere e tav fa morire” e se la morte sta laddove non riusciamo a scorgere la completezza e l’armonia dell’esistenza, nella percezione di tale Bellezza riscopriamo la Vita che si espande e ci pervade; così possiamo riconoscere la bellezza anche in una forma (o persona) non rispondente ai canoni sociali (della bellezza), ma che avendo conquistato se stessa e vivendo la propria luce e quindi l’equilibrio e la simmetria che generano armonia, irradia quella Grazia che ci fa sussurrare “ella\egli è bella” senza dubbio alcuno sul contesto formale in cui avviene la manifestazione, perché  attraverso chi abbia raggiunto tale stato possiamo riconoscere non il vaso, ma l’argilla ed ancor più la mano del vasaio.
Da qui la citazione di Plotino, per sottolineare che questo processo è possibile quando bellezza e simmetria sono insiti in noi stessi, altrimenti sarebbe come guardare un bellissimo quadro attraverso occhiali sporchi, che ci fanno scorgere ombre e riflessi dove non sono scambiandoli col quadro stesso. A tal proposito cerco ancora supporto nella cabalà: nella parola Khiur, bruttezza, che può esser letta anche Ki Or ”poiché è pelle”.
Arrestarci al formale allora è proprio questo, vedere non altro che l’involucro, la pelle!



[1] Tav ha volore 400, e il 400 lo troviamo nel racconto di Esaù che va incontro a Giacobbe per ucciderlo, con 400 guerrieri, ma anche 400 anni di esilio in Egitto.
[2] 400 sono gli stati di piacere beatifico riservati ai giusti ed agli illuminati.



Un allegro e sncero benvenuto ai nuovi lettori. A tutti l'augurio di una Bella giornata... e la preghiera di scusarmi se in questo periodo sono un pochino assente, non vi visito,ma vi penso, un po' incastrata tra lavoro e la scuola di Magia, che mi ha sottratto lo scorso fine settimana e di cui sto preparando il ricordo.
C'era una volta una pubblicità, su un manifesto, che diceva qualcosa tipo: fuori infuria la tempesta, il cielo è cupo, (aggiungo: hai l'anima ferita), ci sono tuoni e fulmini... ma tu, continua a sorridere!
La frase finale mi accoglie ogni mattina, quando, dopo aver realizzato d'essere ancora viva, accendo il cellulare e ritorno del mondo.
Un abbraccio a voi tutti! 

3 commenti:

Madama Dorè ha detto...

Bellissimo articolo.Io amo le fiabe e ricordo quella di "Pelle d'Asino" a proposito della Bellezza nascosta sotto un brutto involucro o "La bella e la bestia" dove l'Amore scopre la bellezza di un principe sotto l'involucro di una bestia e così via. Argomento da meditare...Grazie.

enne ha detto...

Adesso, finalmente, inizio a capire qualcosa.
Un tempo, prima di votarmi al più bieco relativismo, ero molto attratta da queste tematiche. E mi dicevo che nelle vite passate dovevo aver combinato grandi disastri, se oggi vivo con mille pesi sull'anima.
Una domanda: potresti suggerirmi delle letture "costruttive" in questo senso?
Un abbraccio, Lila.

Lila ha detto...

@ Madama DOrè
si, un Bell'argomento...
e grazie a te!

@ enne
cara enne, volentieri. Ma su quale argomento, esattamente? sulla reincarnazione, o sulla ricerca di sè?
..così, per essere più precisi...