domenica, aprile 18

un sabato, di primo mattino...

Qualche giorno fa ho passato una bellissima serata, davanti ad una pizza che non era di certo allo stesso livello della conversazione (né di quella di Napoli), ma che ne è stata senz'altro innalzata, rimanendo deliziosa nel ricordo. La digestione, di pizza ed argomenti di conversazione, è in corso...

E qui, forse contavvenendo al bon ton che vuole che ciascuno tenga i propri processi digestivi per sè (non in alcuni paesi, dove per esempio pare che 'ruttare' significa che si è apprezzato il pasto), mi soffermo su ciò che frulla su e giù per le mie vie enteriche ed interiori.. dicamo neuronali; ma non è di ricette o di buoni ristoranti che voglio scrivere, bensì di una serie di 'messaggi' che, nelle due settimane in cui a malapena ho sbirciato la posta, oggi che la nebbia mi convince a letto si stanno mettendo in ordine.

Mi dedico un poco a qualche passeggiata virtuale prima di intraprendere altre attività, ed ecco, che tra i nodi della rete mi trovo ad ascoltare qualcuno che mi fa ritornare in mente la pizza, ma sopratutto il commiato dinanzi al ristorante quando la sera, odorosa di fiori che si chiudevano, s'è accerchiata come una cornice su un quadro che ancora non vedevo completamente;  tanto per cominciare c'è  questo video, che può dare una idea di ciò che intendo, quando scrivo alcune poesie, quando medito sulla bellezza intrinseca nella "superba meraviglia" che è l'universo.

Esiste un fenomeno, l'entanglement (cito da Wikipedia: L'entanglement quantistico o correlazione quantistica è un fenomeno quantistico...  in cui ogni stato quantico di un insieme di due o più sistemi fisici dipende dagli stati di ciascuno dei sistemi che compongono l'insieme, anche se questi sistemi sono separati spazialmente.) che spiega la 'sintonizzazione' di cui parla il dottore
(qui il link ad una sua intervista dove si possono trovare i restanti video del seminario).

Esiste una speculazione, per ciò, che si fa sempre più scientifica su quello che già Gary Zukav scriveva ne la danza dei mastri wu-li.
Questo libro, che amo moltissimo, me lo sono ritrovata davanti in inglese, domenica; l'insegnante lo stava consigliando ad un mio collega che, vecchio appassionato scentifico ed ora inspiegabilmente avvinto da certi moderni predicatori, si sta avviando (secondo me) suo malgrado a ritrovare le connessioni tra scienza e religione. Tra Fede e Conoscenza, direbbero altri.

Credere come la fede insegna, non dovrebbe essere infatti una esperienza limitata a se stessa, ma il punto di accettazione di intuizioni che conducano oltre al dogma.

Così, almeno, la penso.
Così sostengo l'affermazione a mantenere il più possibile uno stato armonico nei propri pensieri, ed a ricercarlo in fretta (necessità ci fa esser veloci, direi parafrasando il Poeta, sulla Fortuna, nel VII canto dell'Inferno), qualora, come è logico nell'esperienza umana, qualche volta, od anche spesso, si smarrisca.
 :-)

La realtà è olografica, ed ogni parte rispecchia il tutto. E tutto alla fine vibra d'una stessa nota.
Come è in alto così è in basso...
Raccolgo i fili, e riprendo il viaggio. Nel sacco a spalla, nessuna mappa per tornare indietro. Nessun desiderio di piacervi, se non per ciò che sono ancora, bensì ho messo dentro la sana consapevolezza che se io e voi (lettori e da me letti, perciò... diletti) potremmo anche giocare un gioco nuovo, e provare a porci su un livello di vibrazione, su una strda di pensiero che volga il viso il cuore e il ventre a deliziose vette, o, come direbbe il mio amato Dante, verso altre sphere, altre circonferenze!

"...
Da quinci innanzi il mio veder fu maggio
che 'l parlar mostra, ch'a tal vista cede,
e cede la memoria a tanto oltraggio.
... La forma universal di questo nodo
credo ch'i' vidi, ...
...
A quella luce cotal si diventa,
che volgersi da lei per altro aspetto
è impossibil che mai si consenta;
però che 'l ben, ch'è del volere obietto,
tutto s'accoglie in lei, e fuor di quella
è defettivo ciò ch'è lì perfetto.
...
Ne la profonda e chiara sussistenza
de l'alto lume parvermi tre giri
di tre colori e d'una contenenza;
e l'un da l'altro come iri da iri
parea reflesso, e 'l terzo parea foco
che quinci e quindi igualmente si spiri. 
...

O luce etterna che sola in te sidi,
sola t'intendi, e da te intelletta
e intendente te ami e arridi!
Quella circulazion che sì concetta
pareva in te come lume reflesso,
da li occhi miei alquanto circunspetta,
dentro da sé, del suo colore stesso,
mi parve pinta de la nostra effige:
per che 'l mio viso in lei tutto era messo.
Qual è 'l geomètra che tutto s'affige
per misurar lo cerchio, e non ritrova,
pensando, quel principio ond' elli indige,
tal era io a quella vista nova:
veder voleva come si convenne
l'imago al cerchio e come vi s'indova...




ma non eran da ciò le proprie penne:
se non che la mia mente fu percossa
da un fulgore in che sua voglia venne.
A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
l'amor che move il sole e l'altre stelle."

6 commenti:

Madama Dorè ha detto...

magnifico!In marcia allora verso il solo/sole di tutti i viandanti della storia umana, il polo magnetico di tutto l'uni-verso e ti auguro di avere tanta compagnia.

Lila ha detto...

@ Madama Dorè
se vieni tu, e qualcun'altro che conosco che nons i tirerà indietro, mi sa che siamo già una folla...parafrasando un film abbastanza scemo dove si diceva "due sono una coppia, tre una folla..."

Baol ha detto...

Hai ragione, ci sono serate in cui fatichi a digerire il cibo e l'accompagnamento...

Lila ha detto...

@ Baol
già. La cosa triste, e m'è capitato, è quando ti accorgi che capita con i 'vecchi' amici... quando non c'è più molto da dire...

enne ha detto...

Il video ho potuto ascoltarlo solo a metà, causa "ingrippamento" di You Tube, ma voglio tornarci.
Sono molto attratta dalla serenità che proviene da un certo tipo di meditazione.
Sarà mica questo il Dio che ho cercato, inutilmente, per una vita?
Grazie, Lila.

Lila ha detto...

@ enne
chissà...
il bello della meditazione (e dello Yoga) è che non richiede necessariamente un dio in cui credere, ma alla fine, praticandola, si torna a credere(attivamente) in UN Dio.