venerdì, aprile 8

FORSE NON VI PIACERA'...

L'avevo scritto, un post. Appuntato in agenda, almeno; un po' polemico, un poco spaventato, cominciava pressapoco così: " li guardo crescere, e non sono i miei figli. Non crescono in statura,  in età, quello si, ma capita a tutti; però crescono di numero e il canale del parto non è il collo di un utero, ma quello di Sicilia, dove qualcuno resta ad ammirarele stelle marine e i pesci dei fondali, quando le cose vanno male. Capita, anche in tempi moderni. Ma non sono i miei figli; non sono i figli di questa patria un po' assurda e benedetta dal sole e dai panni stesi nei vicoli, e nemmeno lavati in famiglia.
Non li vorrei come figli, almeno non quelli che sputano nei piatti tesi, e vabbene che le condizioni igeniche non sono da grand'hotel, ma mi sa che non stavi meglio a casa tua, o qui non ci venivi. Mia madre m'ha insegnato a non dire che schifo, e... sono vegetariana, ma se sono ospite di qualcuno che non lo sa, mangio anche la carne; perchè m'hanno insegnato che se ti viene offerto qualcosa chi non accetta non merita. E poi quello c'è, se hai fame mangi. La protesta sta meglio a quelli che ti stanno dando comunque quello che gli avanza negli armadi,o in dispensa, per fare spazio dentro casa mentre non ne hanno fuori per passeggiare perchè continui ad arrivare nella loro terra, anche buttato in spiaggia ( o lasciato a mare) da tutti quelli che non ti accettano. Maltesi, francesi, spagnoli ti ributtano a mare. E tu non sei mio figlio, e ti do da mangiare e tu mi bruci le parrocchie (e questo, scusa, mi fa incazzare anche se i preti non li sopporto) e sputi nel piatto.
Questo non mi piace. Questo mi fa uscire la parte brutta del razzismo, quella che ha paura di te, non quella che mi fermo a farlo passare, perchè è di colore (diverso dal mio)  e se non mi fermo io lo mettono sotto. Quello è razzismo (così come cercare di investire gli agenti dell'assicurazione ;-) ), ma almeno è un razzismo utile.
Rispetto e sostengo il desiderio di libertà, ma non pretendere che ti lasci senza lavoro e randagio, senza sapere chi sei. Perchè a me, italiana, se mi prendono senza soldi e documenti rischia pure che mi arrestano per vagabondaggio. A me, italiana e con i documenti, quando sono stata immigrata regolare all'estero, la prima frase in inglese stentato che mi rivolse un collega dopo sei mesi fu: ma tu in Iialia non lo trovavi un lavoro?
 Era un'altra situazione, lo so. Ma il razzismo, il rifiuto, l'ho sentito, e so che ti fa star male; anche se era l'immigrazione dei ricchi la mia,. senza guerra, senza povertà alle spalle. Senza galera, fammelo dire.

Lila non si barrica dietro un falso buonismo, e accetta senza remore chi viene a lavorare, chi resta a ricostruire casa propria dopo uno tsunali (ce lo vedi il giapponese che emigra senza documenti?), chi fugge con la speranza di tornare a casa. Mi fermerò pre te, non per l'avvocato in giacchetta e valigetta..."
Questo avevo scritto. E non finiva, perchè è una storia che non ha conclusione. Che rimane sospesa coi puntini sulle banchine di qualunque paese... o quasi.

...O FORSE SI?

Questo avevo scritto.
Poi stamattina è successo un miracolo. Una donna, non è prorpio una mia paziente, non ancora, abbiamo fatto solo una seduta e l'ho "ereditata" da cinque trattamenti fatti col mio collega con la voce a sussuro, che per trovare il fiato alle parole ha preso tre mesi di aspettativa,
  Ebbene, m'entra in stanza dicendo sa ho un piccolo problema, sono incinta.
Problema?


Lo sa da ieri, e ne parliamo tutto il tempo,perchè Lila ha sempre bisogno d'esperienza... e alla fine, io che non ho figli, e che voi non siete i miei figli e, al massimo,  ho sublimato con i miei allievi tempo fa una maternità che non mi è ancora concessa... alla fine la sento, quella gioia infinita d'essere più d'uno.
Di percepire la VITA che ti scoppia dentro, e che di qualunque razza o paese siamo ti trasporta in uno stato d'estasi. Mi sono commossa, e qualunque parola sarebbe troppo poco, per spiegare come si può sentire qualcosa che non si ha, come fosse proprio. Come sento la tua cicatrice, la tua guerra, la tua fame, il tuo dolore... così il tuo amore. E per una manciata di secondi, io non sono più io, ma io e te.
Di tutte le parole che ho detto, l'unica che mi resta è una parola che non ha lettere.
Che mi commuove e mi rattrista, mi allarga, vi comprende, si scaglia in alto in basso a destra a sinistra avanti dietro, perdendomi i confini in un suono muto e mi riempie fino all'inverosimile.
Poi scompare totalmente.

E poi ho pianto.


9 commenti:

Madama Dorè ha detto...

Un tempo c'erano guardie ai confini che controllavano chi transitava e arrestavano i sospetti; ora ci sono le navi che vanno incontro a questi poveracci e li portano a casa nostra senza avere di che ospitarli nè da sfamarli, nè da dar loro lavoro perchè non ce n'è neppure per gli italiani, che sono costretti ad andare a lavorare all'estero. Cè qualcosa che mi sfugge, qualcosa di poco chiaro e speriamo che non sia anche poco pulito...
Per fortuna che la vita continua attraverso tante belle giovani signore. Auguriamo loro un futuro sereno in un mondo pacificato.

Laura ha detto...

Il tuo post è dolorosamente bello. Grazie per ciò che hai scritto. Lo hai fatto in modo magistrale.

Lila ha detto...

@ Madama Dorè
sono convinta anche io, che qualcosa ci sfugga...ma intanto, col mio solito ottimismo, cerco di prendere quello che raggiungo! Buona giornata :)


@ Laura
Grazie. Era nel cuore, tutto. E tutto deve trasparire, come festuca in vetro, direbbe il buon Dante, per potersi sentire puliti.

TuristadiMestiere ha detto...

io non posso commentare. E' così bello, così perfetto che non aggiungerei nulla. Ti abbraccio per la commozione che hai suscitato in me.

Lila ha detto...

@ Turista di Mestiere
grazie. A qualcuno non è piaciuto, ho perso un lettore, ma sono felice di chi resta e comprende.
L'esperienza fa varcare i confini che la mente ci impone.
Un abbraccio

albafucens ha detto...

.. è un bellissimo post, scritto con il cuore e con la consapevolezza di chi ha ricevuto "grandi" insegnamenti e li sa far fiorire nelle vita di tutti i giorni.. ringraziandola per ciò che gli dona.. è bello tutto sia il prima.. che il dopo
sei una bella persona sensibile e genuina

un abbraccio

Lila ha detto...

@ albafucens
grazie, e sono felice che ti sia piaciuto. Sto cercando, da un po', di ritrovare me stessa, e questo comporta una nuova sincerità, o come dici tu, genuinità :)
un abbraccio per te!

UIFPW08 ha detto...

a volte si rimane basiti e attoniti, rapiti dalle parole,dall'immedesimarsi di un attimo di vita che racchiude la vita la tristezza e il pianto.
Grazie Lila, grazie per la grande emozione.
Maurizio

Lila ha detto...

@ Maurizio
quanto è vero quello che dici... e grazie per le tue parole!