giovedì, settembre 27

L'inizio e la fine - 102 cose da fare nella vita (lanciarsi con il paracadute)

L'inizio e la fine coincidono.
Eppure questa non è la fine (del blog), e quindi m'immagino che sia un passaggio sull'origine, ma molto più in alto (almeno 3500 metri), di questa spirale che è la vita.

34 - saltare nel vuoto, ma senza nessun vuoto dentro.

La fine e l'inizio coincidono. Così, quattro anni più tardi cado di nuovo, ma senza nessuna frattura perché stavolta, non c'era niente da aggiustare. E non c'entra che una parte di me temesse di avere una malattia incurabile, avrei saltato comunque. 
In effetti, anzi, proprio in virtù della pretesa altezza raggiunta (a bordo di un aereo così piccolo che sembrava un giocattolo), posso ben dire che non sono proprio caduta: ho saltato. 



Un lancio con il paracadute, si: e già tutti quelli che conosco, tranne uno o due che l'hanno fatto, mi dicono che sono un eroe. O che "raccontami!", "ma come hai fatto?", "lo vorrei fare anch'io..."; e poi che sono 'un mito', 'pazza', 'scavezzacollo' [1] ... ma anche coraggiosa (quello l'hanno detto tutti). Coraggiosa, si, ma solo prima [2], e solo dopo i primi tre secondi di distacco dal ventre dell'aereo, in cui ho urlato con tutto il terrore possibile (proprio come se nascessi ancora) di vedersi andare incontro alla terra senza niente che ti leghi al cielo. 



I miei soliti voli (pindarici) sembrano meno pericolosi, ma a distanza di qualche giorno, riconosco che il tanto tempo passato fra l'aver sognato di farlo e saltare, è servito a sapere che la stessa adrenalina si diffonde nelle mie ascese vertiginose, quando mi lancio verso le mie eleganti teorie, sulle ali (o con il paracadute) della Tradizione: alla ricerca di me, alla ricerca di Sé.

 Ho urlato con tutto il terrore possibile nel vedersi allontanare dal cielo e precipitare al suolo, come se nascessi ancora, ma a ritroso. Nei secondi che passano in cui non sei più là, ma non sei ancora qui, il funicolo ombelicale non c'è. Sei assolutamente solo. Sei l'anima che si distacca. 
La prima volta, per pochi secondi, è la prima volta che sei incosciente (in tutti i sensi!): e cadi. E urli.

Ho urlato (nel senso fisico, di questo essere umano che è qui), con tutto il fiato dell'istinto, ma salterei ancora. Lo faccio ancora, è certo. Perché poi, lì davanti alla terra, che ti sembra tutta la terra...



...per il tempo che sai che potresti anche non tornare più, senti che nient'altro conta, se i conti sono a posto.
Così è, e non si guardi la battuta sul dare cibo al cane (che il Falco-istruttore non ha) o sul lasciare il numero del bancomat (che Lila-aquila, ha), perché lassù l'istinto sopravviveva, ma io non avevo nessun rimpianto. 
Attaccata all'aereo, con tutto quello spazio sotto di me, e pochissimo tempo per  rinunciare, ho pensato "no-no-no". Poi ero nel vuoto, sola, 'chè non sentivo il peso del "Falco" dietro di me, leggero come son'io, vagabondo del mondo come la mia anima.

Altro che "milleeuno, milleedue, milleetre", come si racconta che dovresti contare: "omioddio,omioddio,omioddio!", ha urlato l'animale impaurito di fronte all'infinito, sopra la linea dell'orizzonte, sotto l'ala che s'allontanava inudita. Tre secondi.


E poi l'ho udito, questo si. In tutto il corpo, da dentro, dall'infinito dentro, è risuonato il mio mantra. 
Quello che avevo recitato nelle Sadhana di altre mattine, più lontane di quel suolo, rarefatte nel ricordo quanto l'aria intorno a me. E' suonato da solo, come la vibrazione fondamentale, placando  l'urlo, e il pensiero:
                                  "Wahe guru".
[3]e [4]


"omioddio che?", dice il Falco alle mie spalle.
"...che meraviglia!".



Da lì in poi, da qui, è solo gioia. E quando si è apre il paracadute, rimango sorpresa di quell'improvviso mutamento, del cambio di prospettiva che rimette l'orizzonte di fronte, invece che ai margini del campo visivo come quando scendi orizzontale. Scendendo, salgo. Scendendo so che lo spettro della paralisi progressiva, fino a morte certa, era già stato sepolto a Trieste; che l'unica cosa che paralizza, è la paura. 
Scendendo so di tornare, non solo al cielo (magari un'altra volta), ma alla terra, alle persone che amo, e che qualunque cosa accada, accade perché sono viva. 
E' la vita in tutto il tempo concesso, che è sempre adesso, e qui.




[1] Ora so anche che cosa ho effettivamente; non ci si muore, ed è un problema adatto proprio ad una "scavezzacollo"! :una brutta ernia cervicale che impronta il sacco durale.
[2] Non ha coraggio chi non teme il pericolo, ma chi, pur avendo paura, lo affronta comunque. Almeno, così si dice.
[3] Wahe Guru, secondo la mumerologia tantrica è uno dei miei mantra.
[4] Wahe Guru, leggo, è "sapienza indescrivibile, è un mantra d'estasi ... GU significa oscurità, RU significa luce"
Altrove: "Wahe deriva dalla parola persiana Wahid che significa "uno solo". ".
Traduzione: Io sono in estasi quando faccio esperienza dell’indescrivibile Saggezza
Effetti: è il Mantra dell’Infinità dell’Estasi e del risiedere in Dio. Esprime l’indescrivibile esperienza di passare dall’Oscurità  alla Luce (dall’Ignoranza alla Vera Comprensione). è l’insegnante infinito dell’Anima. è un Trikutee Mantra, esso equilibra l’energie del Generare, Organizzare, Trasformare i principi. Esprime Estasi attraverso conoscenza ed esperienza. è il Gurmantra che da inizio al Destino. è detto che cantare Wahe Guru equivale a cantare Har 11000  volte."





15 commenti:

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Tutte le esperienze servono nella vita.
Salutoni a presto.

Baol ha detto...

Cavoli, non credo che ne avrei mai il coraggio...

Lila ha detto...

@ Cavaliere oscuro del web
si, vero. Alcune, come questa, per sapere quanto sono importanti le altre.


@ Baol
mai dire mai :)
ma io l'avevo sognato da così tanto, e i sogni prima o poi, si realizzano.

Gianna ha detto...

Sei stata brava, io avrei paura...

Buona settimana.

albafucens ha detto...

"saltare nel vuoto, ma senza nessun vuoto dentro"

bellissimo, meraviglioso, come te :*
e molto significatuvo come hai voluto raccontarlo, come una rinascita...

ti abbraccio :)

Lila ha detto...

@ Gianna
la paura è contemplata, osservata, e svanita. Sopratutto dalla spinta che mi animava il desiderio di farlo da anni :) grazie, comunque!

Lila ha detto...

@ albafucens
la rinascita è il "com'è" adesso, ma è poi così, forse, con ogni esperienza 'forte' che viviamo. Con ogni momento, se facciamo attenzione ;)
un abbraccio a te, carissima

TempodiVerso ha detto...

hai parlato anche di paura e quella talvolta serve per fare apprezzare di più alcune cose che riteniamo poco importanti. il racconto del volo mette voglia di provarci, mi hai ricordato Angelo D'Arrigo, e il suo entusiasmo.

Tiziana Bergantin ha detto...

Vedi quante sensazioni diverse possono nascondersi tra gli spazi virtuali? Non ti immaginavo una persona che avrebbe fatto un'esperienza come questa. Forse per il tuo modo di raccontare ho pensato a te come a una persona in perfetta armonia con gli elementi terreni, non pensavo che avresti cavalcato anche quelli aerei. Ma quello che colpisce di più di te sono le tue associazioni, a volte così intime e allo stesso tempo così condivise, che coinvolge chi ti legge. Grazie.

UIFPW08 ha detto...

Questa mi manca...avevo chiesto quando ero al Battaglione San Marco ma ho fatto tecniche di guerriglia urbana, sarà per la prossima volta.
Grazie della visita Lila
Un abbraccio
Maurizio

Lila ha detto...

@ TempodiVerso
la paura in effetti serve; aiuta ad essere audaci, ad apprezzare la vita e lottare per conservarla. "solo gli sciocchi non hanno mai paura", si dice.
Grazie della visita :)

@Tiziana
Mi piace fare esperienza di molte cose, a dire il vero. Non credo che farò mai immersioni, perchè mi basta lo snorkeling, ma non si sa mai. Il mondo e lavita sono belli tutti interi, ed ero stanca di immaginare solamente come fosee lassù. Un abbraccio!


@ Maurizio
ti auguro di aver modo di farlo. Non so se potrai fare foto, ma vedere da lassù imprime immagini indelebili nel ricordo :)

TuristadiMestiere ha detto...

solo tu potevi descrivere con queste parole una simile esperienza: il salto l'hai fatto fuori e dentro di te. E ti dirò... per quanto possa fare paura saltare da un aereo, credo che il coraggio vero tu l'abbia tirato fuori per fare l'altro salto... Un abbraccio per te!

Lila ha detto...

@ TuristadiMestiere
a volte in effetti, ci vuole più coraggio per stare dentro, che per andare fuori, lontano, o giù da un aereo. Spero che si conservi!
un abbraccio anche a te :)

Carmine Volpe ha detto...

mai dire mai, potrei un giorno

Lila ha detto...

@ Carmine Volpe
mi sembra una ottima idea :)